Il Pd da che parte sta?

Mi viene chiesto spesso cosa penso di una eventuale alleanza con l’Udc. Mi viene chiesto quasi per sottrarmi dal dibattito più vero, quello sui contenuti, sulle idee con cui mi candido a governare il Paese. L’ho già detto: nella casa che voglio costruire, la casa del centrosinistra, non c’è Pierferdinando Casini. Abbiamo idee diverse su molte cose. Ma questo non significa che io non debba e non voglia confrontarmi con lui e con chi fa riferimento al suo universo valoriale. Ma prima e oltre che con Casini io voglio parlare al popolo del centrosinistra ponendogli delle domande. Intendo la politica come inchiesta sulle cose della vita e di vita voglio parlare.
Sono contrario al nucleare, Casini è favorevole. Il PD deve decidere da che parte stare.
Per me l’acqua è un bene comune da sottrarre al dominio del mercato, Casini è contrario e il Pd?
Sono per i matrimoni omosessuali e per la piena cittadinanza delle unioni civili, Casini è contrario e il Pd?
Credo che il reddito minimo garantito sia degno di un Paese civile, Casini è contrario e il Pd?
Sono contrario al Monti dopo Monti, non credo sia utile al Paese. Casini è contrario e il Pd?
Considero la riforma Fornero sbagliata. Casini è contrario e il Pd?
L’obbligo di soffrire per legge non è umano e dignitoso, non è più rinviabile una legge sul testamento biologico. Casini è contrario e il Pd?
L’Italia ha bisogno di una legge sul conflitto di interessi. Cosa ne pensa Casini e il Pd?
Credo che l’Italia debba rinunciare all’acquisto degli aerei da guerra. Casini è contrario e il Pd?
La politica deve ripartire dalle due grandi promesse incompiute contenute nella nostra Costituzione: rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e ricomporre la frattura tra potere e cittadini, attribuendo pienamente ruolo e funzione alla democrazia. Le mie risposte a queste domande vanno in questa direzione.
E poi con le primarie, che mi auguro siano un grande sommovimento democratico, si sceglierà non solo il candidato Presidente ma anche la strada che il centrosinistra dovrà intraprendere per governare il Paese. Votando Bersani si sceglie ‘l’alleanza tra progressisti e moderati’, dunque l’accordo con l’UDC, che metterebbe automaticamente la parola fine a molte nostre battaglie. Votando Renzi si vota la prosecuzione delle politiche del governo Monti, dello strapotere della finanza, dell’alleanza con chi vince da sempre.
Io voglio rompere radicalmente con il liberismo, riportare al centro il lavoro e i diritti, non concessi o parziali ma interi.
Perché la precarietà, l’assenza di regole, la legge 30, la Bossi-Fini, la legge 40 e tante, troppe, altre nefandezze possano diventare presto solo un triste ricordo della storia del nostro Paese.

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