Gennaro Migliore a Bologna

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Gennaro Migliore capogruppo Sel alla camera dei deputati ha incontrato tutti gli iscritti e i simpatizzanti venerdì 21 marzo presso il centro sociale Costa in via Azzo Gardino. È stata un’occasione per illustrare le linee che stanno portando avanti i nostri parlamentari a Roma.
SEL è particolarmente impegnata sul tema del lavoro e lancia il suo “Piano lavoro verde”. Il Job act di Renzi vuole diminuire i vincoli sul lavoro puntando sul solito concetto che flessibilità significhi più lavoro. Per Sel il problema non è nella flessibilità ma nel come si creano le possibilità lavorative in Italia. Il lavoro va incentivato con investimenti non con la burocrazia. Bisogna investire sul risparmio energetico delle abitazioni, la manutenzione dell’edilizia scolastica, sicurezza idro geologica e rinaturizzazione delle zone di Italia più in difficoltà rappresentano. Questi sono investimenti per qualcosa di necessario e rilancerebbero l’economia nel nostro paese.
La diminuzione del cuneo fiscale voluta da Renzi è buona ma occorre fra di più e Sel rilancia la sua proposta di reddito minimo garantito. Queste proposte, le nostre battaglie politiche, vanno fatte fuoriuscire dal parlamento. Le nostre proposte non vengono comunicate adeguatamente.
In Europa Barroso e tutta la politica di austerità che rappresenta sono il vero problema. Il Fiscal compact non porta sviluppo. La nostra linea e che gli investimenti devono uscire dalle restrizioni cieche del fiscal compact e da Maastricht. Questi vincoli vanno rotti.
Sel propone il Social compact contro il fiscal compact. L’idea di introdurre vincoli europei per la diminuzione delle disuguaglianza. La disoccupazione, per esempio, deve essere monitorata e bisognerebbe porre dei limiti invalicabili e a cui tutta l’Europa deve sottostare.
Un’altra battaglia in cui Sel si trova da sola a lottare in parlamento è quella contro la prassi ancora troppo diffusa delle dimissioni in bianco. Una pratica che viene utilizzata sopratutto nei confronti del lavoro delle donne.
Un altro tema fondamentale e di cui volutamente la stampa parla poco è quello sulla Legge sulla rappresentanza. La FIOM su questo sta riorganizzando il pensiero del sindacato. Va aiutata e sostenuta. È fondamentale che il sindacato non diventi un intermediario ma rimanga una forza indipendente dalla parte dei lavoratori
Siamo attivi in parlamento sugli esodati di cui tutti si sono dimenticati.
Il co-working è un’esperienza necessaria già diffusa nel mondo che va radicata anche in Italia.
Altri temi caldi per Sel sono la Bossi-Fini, il reato di tortura, lo ius soli, la legge sul fine vita, le unioni civili e, ovviamente, la legge elettorale che è pessima e incostituzionale ma che purtroppo non ha spinto alla mobilitazione. Su questo inoltre è passata l’idea che abbiamo fatto opposizione solo perché siamo un partito piccolo dimenticando che in Germania uno sbarramento del 5% è già considerato incostituzionale. Sel non ha mai presentato nessun piano “salva SEL” in parlamento.
Manchiamo di visibilità e su questo dobbiamo lavorare. Ma la nostra opposizione al governo è concreta, sul merito, competente, decisa. Molto diversa insomma da altre forme di opposizione populiste che fanno gran rumore in parlamento e sulla stampa.

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